Tempo di lettura: 2 minuti

Trump ha affermato che i dazi verso l’Europa sono al 15% solo perchè questa si è impegnata ad investire 600 miliari di dollari negli Stati Uniti. Poi saremo noi a decidere cosa fare. Ma se gli investimenti non arriveranno, allora i dazi torneranno al 35%.

Queste le affermazioni di Trump durante un’intervista alla Cnbc, nella quale si è scagliato anche contro l’India. Viceversa nei confronti della Cina ha usato toni più accomodanti (forse anche per la supremazia della Cina nel controllo delle terre rare ndr). Tuttavia il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto del 16% nel mese di giugno giungendo ad un valore di 60,2 milardi di dollari. Trump ha inoltre affermato che i semiconduttori e chip vanno prodotti negli Stati Uniti. Per quanto riguarda invece il settore farmaceutico se le produzioni non si sposteranno negli Stati Uniti, i dazi, saranno applicati in misura dal 150% al 250%.

Intanto dopo l’accondo quadro raggiunto tra Ursula von der Leyen e Trump in Scozia, i lavori per arrivare ad una dichiarazione sono molto vicini alla conclusione. Ma i tempi per la finalizzazione del testo, dipendono dalle controparti Usa. Tuttavia Trump, non avrebbe alcuna fretta a concludere l’accordo.

Non tutti i prodotti sono zero su zero come dazi. Ad esempio vino, superacolici e birra, continuano ad essere sottoposti a dazi al 15%.

Sempre nell’intervista alla Cnbc, Trump ha affermato che potrebbe decidere di aumentare i dazi nei confronti dell’India, perchè questa vende molto agli Stati Uniti ma non compra abbastanza, quindi non facciamo buoni affari. Inoltre acquista il petrolio russo.

Quanto alla Cina, gli Usa sono vicini ad un accordo che si concluderà molto probabilmente entro fine anno.

TRATTO DA IL SOLE 24 ORE DEL 06/08/2025